martedì 10 luglio 2012

Eugène de Beauharnais


Eugène de Beauharnais
(1781 - 1824)
Vice-Roi d'Italie
Russia 1812

Da tempo volevo cimentarmi nella riproduzione di Eugenio di Beauharnais,
e cercando un riferimento su cui potermi basare, 
nella vastissima produzione iconografica d’epoca che lo raffigura, 
la scelta è andata su un quadro poco conosciuto.
Il ritratto mi è stato segnalato tempo fa dall’amico Massimo Fiorentino, 
noto storico e grande conoscitore del periodo.


Il quadro è opera del pittore tedesco
Johann Henrich Richter (1802- 1845)
Il ritratto fu probabilmente realizzato dopo il 4 maggio 1814 quando Eugenio di Beauharnais si trasferì a Monaco di Baviera, a seguito della fine dell’epopea napoleonica.
Monaco venne scelta da Eugenio come sua ultima dimora, per consentire alla moglie Auguste-Amélie, figlia di Maximilien Joseph re di Baviera,  di riunirsi alla famiglia.
Non è neppure da escludere che il ritratto sia stato eseguito dopo la morte di Eugenio come ricordo celebrativo.
Tutti i ritratti in abito militare, eseguiti dopo l’arrivo di Eugenio in Baviera, lo mostrano in uniforme da generale di corpo d'armata che è quella portata in Russia, ed è un chiaro intento celebrativo delle capacità militari del vice re d’Italia.
Il quadro realizzato con grande precisione è ora conservato all'Hermitage, mentre l’uniforme che indossa è al museo della Malmaison.






La pittura di questo “piccolo” Eugenio è frutto dell’abituale maestria di Danilo Cartacci.


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martedì 12 giugno 2012

CONFERENZA A GIUSSANO, 17 - 06 - 2012


ARMI E ABBIGLIAMENTO GUERRESCO
all'epoca della battaglia di Legnano 
Domenica 17 Giugno 2012
presso VILLA SARTIRA a GIUSSANO (MB)
via Carroccio, 2
alle ore 15,30
terrò una conferenza sull'armamento del XII secolo. 
Partendo dai rilievi milanesi di Porta Romana,


divagheremo, tra sculture e codici miniati, 
per il resto della Penisola, 
senza dimenticare i più importanti esempi europei. 



La conferenza è inserita nel programma della 
Rievocazione Storica 
IL RITORNO DI ALBERTO DA GIUSSANO
Organizzata dalla Pro loco e dal Comune di Giussano
con il patrocinio della 
Provincia di Monza e Brianza.

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lunedì 23 aprile 2012

Welcome back from the U.S.A.


Questi sono i soggetti che hanno partecipato al prestigioso concorso 
SCAHMS  in California 
e sono da poco rientrati dagli Stati Uniti carichi di allori.

Lo stallone arabo montato da Napoleone alla battaglia delle Piramidi


si è aggiudicato il BEST OF SHOW per i soggetti 
non militari 
lo 
Chef d’Escadron Abdallah d’Asboune dei Mamelucchi della Guardia Imperiale 


un ORO nella categoria MASTER OPEN.
Erano diversi anni che non partecipavo ai concorsi oltreoceano, l’occasione di tornavi si è concretizzata quest’anno, grazie alla disponibilità dell’amico Fabio Nunnari che ha curato il trasporto e l’esposizione dei pezzi al concorso.
Ho deciso di inviare in California solo due soggetti, che sebbene realizzati qualche anno fa, fossero abbastanza originali da potersi far notare. 
La scelta è risultata azzeccata, due pezzi, due premi.
Entrambe le realizzazioni hanno il loro punto di forza nella riproduzione delle teste dei due cavalli purosangue arabi e dei loro particolari e complessi finimenti.


Lo stallone di Napoleone è la riproduzione del cavallo raffigurato dal pittore 
Antoine Jean Gros  
nel quadro 
Bonaparte harangue l’armée française avant la bataille des Pyramides, 21 juillet 1789 
conservato al Museo di Versailles.



La complessità di questo piccolo ritratto è stata, oltre al fatto di dover riprodurre il muso del cavallo con forme morfologicamente corrette, quella della realizzazione di tutti i finimenti e in particolare la cuffia coprinuca  in cuoio dorato intagliato a losanghe.


Per quanto riguarda Abdallah, l’istruttore siriano dei mamelucchi e il suo stallone arabo vi rimando a quanto già scritto in queste pagine.
La pittura di entrambi i pezzi è  stata sapientemente condotta all’epoca (2006) da Enrico Azeglio.
Tutti sanno che il mio fare non è basato sul conquistare premi ai concorsi, ma un successo così inaspettato fa sicuramente piacere e spero possa essere di buon auspicio per la trasferta al concorso di Valley Forge in Pennsylvania.

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mercoledì 21 marzo 2012

Il generale Dampierre, un marchese rivoluzionario


Auguste Marie Henri Picot, marchese di Dampierre (1756 - 1793) iniziò la sua carriera militare come ufficiale delle gardes françaises  ed ebbe occasione di viaggiare molto recandosi prima in Inghilterra e poi a Berlino  dove poté studiare la tattica di Federico il Grande di Prussia di cui era un grande estimatore.
Allo scoppio della Rivoluzione Francese si ritirò nei suoi possedimenti, ma come molti aristocratici del periodo, o per convenienza o per reale convinzione abbracciò le nuove idee repubblicane e tornò in servizio,  distinguendosi come generale durante le prime campagne rivoluzionarie soprattutto nella battaglia di Valmy e in particolare a Jemmapes.
Maresciallo di campo nel 1792, tenente generale l’anno successivo e comandante in capo dell’armata del nord, questa la breve e intensa carriera di un singolare generale repubblicano dai nobili natali che si concluse drammaticamente durante gli scontri del bosco di Vigogne nelle vicinanze di Valenciennes dove, mentre guidava sei colonne francesi contro gli austriaci, venne colpito a una coscia e morì il giorno seguente.

Il quadro che è servito come base iconografica della realizzazione del figurino del generale Dampierre è opera del pittore Philippotteaux che si basò su un ritratto appartenente alla famiglia.
La tela riproduce perfettamente questa interessate figura di generale in cui coesistono elementi ancien régime e il nuovo look rivoluzionario.
Sono legate alla tradizione l’uniforme pre rivoluzionaria, la sciabola pienamente settecentesca e la capigliatura incipriata.
Sono alla nuova moda il cappello con la fascia tricolore, simile a quello usato dai commissari politici della rivoluzione e l’enfatico nodo della cravatta. 



La riproduzione del quadro è stata una operazione interessante, con qualche complicazione che immancabilmente si  rivela in questo tipo di lavoro, dove bisogna mediare tra l’immagine bidimensionale realizzata dal pittore e le reali proporzioni e volumi di un oggetto tridimensionale.



Nel quadro il pittore può “giocare” con la prospettiva, cosa impossibile in un tutto tondo.
Ad esempio, sul tamburo il cappello, il guanto e la mano destra di Dampierre risultano tra loro molto spaziati.
Nel tridimensionale se si fossero rispettate queste distanze tra i vari oggetti, gli stessi non sarebbero potuti stare su un tamburo dalle misure regolamentari.
Nell’esecuzione perciò tutti gli oggetti sono tra loro uniti per fare in modo che ci potessero stare, nonostante il tamburo sia stato appositamente realizzato di un diametro di poco maggiore di quello regolamentare. 




Questo “piccolo” Dampierre è stato dipinto con l’abituale maestria da Danilo Cartacci.




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mercoledì 14 marzo 2012

MARZO 1848: la città insorge

Ecco a voi l’invito e il comunicato stampa delle 
commemorazioni delle Cinque Giornate in programma a Milano 
domenica 18 marzo 2012.
Durante il convegno in Sala Alessi a Palazzo Marino io terrò una relazione su: 
IL FIGURINO STORICO 
uniformologia e tridimensionalità miniaturizzata 



e successivamente al Museo del Risorgimento 
l'associazione AMIS presenterà la realizzazione del 
diorama sulle Cinque Giornate 



che verrà donato al Museo.  

Comunicato stampa
Domenica 18 marzo 2012, in occasione della commemorazione delle Cinque Giornate di Milano, le Civiche Raccolte Storiche promuovono alcuni eventi di riflessione e approfondimento dedicati a questo importante momento della storia della città. 
Presso Palazzo Marino, nella splendida cornice della Sala Alessi, è organizzato il seminario di studio Marzo 1848: la città insorge, con la partecipazione di storici, docenti universitari, esperti di uniformologia. Il programma dei lavori, suddiviso in due momenti, lungo l’arco della giornata, con pausa alle ore 13, si svilupperà in questi interventi: 
ore 10.30 Introduzione
ore 11.00 Maria Luisa Betri, Oh giornate del nostro riscatto! Milano nell’insurrezione del marzo 1848
ore 11.30 Marco Bologna, Cesare Correnti. Da Porta Vittoria alla costruzione dello Stato nazionale.
ore 12 Mariachiara Fugazza, Carlo Cattaneo protagonista e storico delle Cinque Giornate
ore 12.30 dibattito
ore 15.30 Il Risorgimento nelle ricerche effettuate negli archivi storici della Martesana, a cura dell’Associazione Studi Storici della Martesana 
ore 16 Piersergio Allevi, Il figurino storico: uniformologia e tridimensionalità miniaturizzata 
Al termine dei lavori seminariali, il teatro della manifestazione sarà il Museo del Risorgimento, in via Borgonuovo 23. Alle 17.30 l’AMIS (Associazione Milanese di uniformologia e del figurino storico) farà rivivere le barricate del 1848 presentando un diorama che verrà donato al Museo. Vero e proprio affresco tridimensionale, il diorama è un pezzo unico, realizzato dai soci dell’AMIS e del Club modellistico “Il Caravaggio”; presenta 15 figurini storici in scala 1:30 e 70 oggetti tra i più svariati che componevano le barricate. I protagonisti di questa riproduzione tridimensionale in scala sono i figurini storici, più comunemente definiti “soldatini”. Grande attenzione è stata riservata alla riproduzione dell’abbigliamento e delle armi dell’epoca. 
Per questa occasione il Comando Generale della Guardia di Finanza ha concesso il prestito di una rara uniforme storica risalente al 1848, che verrà esposta nelle sale del Museo vicino al diorama. 
Per informazioni:
tel. 02.884 63662/64180
c.museorisorgimento@comune.milano.it


Ecco un estratto del mio intervento.



Il Figurino Storico: 

uniformologia e tridimensionalità miniaturizzata
Quello che comunemente viene chiamato “soldatino” ha alle spalle una storia millenaria e un modo di manifestarsi differente da epoca ad epoca, ma sempre specchio della società che lo produce.
Definire perciò cos’è esattamente un soldatino è operazione complessa, ma si può tentare di proporlo genericamente come ”la riproduzione in scala di un simulacro di guerriero di una determinata epoca passata, contemporanea ed eventualmente anche futura”.
Nella difficoltà di definizione sta la storia di questo oggetto, che per quanto riguarda la produzione attuale si preferisce citare utilizzando i termini di Figurino Storico e Model Soldier. Questi termini aiutano a chiarire le tre grandi fasi che hanno caratterizzato la storia di questi piccoli oggetti. Nati come Soldatini per attività più o meno ludiche di bambini delle epoche passate, sono divenuti col tempo Figurini Storici, oggetto di collezionismo quali riproduzioni tridimensionali di uniformi, per divenire ai giorni nostri Model Soldier, palestra d’ardimento di grandi capacità manuali che rasentano il campo dell’arte.
Tratto da:
P. ALLEVI, Soldatini, Istituto Geografico De Agostini, Novara 2006

mercoledì 4 gennaio 2012

CAVALLI MONDIALI

Inizio l’anno mostrandovi i miei pezzi di maggior successo del 2011.
Sono i tre soggetti a cavallo che componevano il displey che si è meritato la 
GOLD MEDAL 
al WORLD EXPO 2011 
di Montreux.
In ordine cronologico:

Sebastian Sobiesky
portabandiera reale
Cracovia 1605
Ufficiale ussari di Bercheny
Francia 1750 c.

Capitano 8° ussari
Parigi 1855
I pezzi sono stati dipinti con bravura da Enrico Azeglio che li ha anche fotografati . 
Sono tutti tratti da iconografie d’epoca.

Il portabandiera reale di Polonia è tratto dal Costantia Roll, 
il lungo rotolo dipinto raffigurante in maniera incredibilmente dettagliata l’ingresso del corteo di Costanza d’Austria (Costantia) a Cracovia per andare in sposa a Sigismondo III re di Polonia.
Il rotolo fu realizzato in concomitanza con l’evento ed è una preziosissima fonte storico documentaria e costumistica poiché rappresenta tutti i personaggi della corte, gli invitati, i diplomatici al seguito oltre a tutte le formazioni militari sia a piedi sia a cavallo di scorta ai sovrani.

Rispetto a quell’immagine nella realizzazione del pezzo sono state apportate due modifiche  filologicamente corrette.
L’usbergo in maglia di ferro è stato eliminato per dare risalto anche cromatico al caratteristico abito polacco.


Sempre con la stessa finalità cromatica il cavallo arabo ha cambiato mantello sostituendo il più anonimo mantello baio con quello più eclatante grigio (bianco) dipinto di rosso dagli zoccoli a metà costato.
Il pezzo perciò è tutto giocato sui colori nazionali polacchi bianco e rosso.


Nel corteo nuziale compaiono diversi cavalli dal candido mantello dipinto di rosso.
Il motivo di questa usanza, non mi è ancora chiaro, ma sembrerebbe essere in uso anche in aree geografiche molto distanti, 
come nell’esempio che vi mostro che arriva dall’India del XVI secolo.  
(ringrazio della segnalazione Francesco Simoncini).


L’idea del pezzo è stata questa, Sebastian Sobiesky è al galoppo diagonalmente a un leggero pendio e quando giunge in cima volta il cavallo a sinistra portandolo sul pianoro dove è radunata la corte per introdurvi l’arrivo del sovrano.


Il soggetto perciò non è raffigurato durante il corteo di Costanza, ma in qualche ipotetico giorno seguente e ciò ha permesso di apportate le modifiche sopra descritte senza realizzare un falso storico, il terreno infatti è in erba e non l’originale selciato cittadino.

*****


L’ufficiale degli ussari di Bercheny 
è tratto dal dipinto di Charles Parrocel databile tra il 1750 e il 1752.


In questo caso il cavallo è riprodotto al galoppo allungato per poter mostrare l’esatto assetto dell’ufficiale a cavallo.
In quegli anni infatti gli ussari montavano con le staffe molto corte (come si usa ancor oggi nelle gare di galoppo) per permettere l’assoluta mobilità del cavallo, ma che comportava soprattutto durante i combattimenti una grande abilità equestre, insita in cavalieri abituati a montare fin dall’infanzia in quel modo per intere giornate.


Come spesso succedeva in epoca settecentesca, in ambito operativo gli ufficiali potevano essere dotati di un’arma da fuoco lunga, oltre alle due pistole da fonda, in questo caso una elegante e costosa carabina rigata.
Nota assolutamente curiosa gli stivali di pelle bianca.


******


Per l’elegante ufficiale del 1855, 
mi sono ispirato all’acquerello di Hippolyte Lalaisse 


Ho cercato di realizzare un cavallo altrettanto elegante dalla posa molto dinamica, ma senza eccessi, pensandolo perciò al trotto allungato durante una sfilata cittadina.
Anche in questo caso l’assetto del cavaliere è esattamente quello in uso all’epoca con le staffe relativamente lunghe e la gamba abbastanza distesa (una monta simile a quella utilizzata nelle odierne gare di dressage), il busto è leggermente spinto in avanti ad assecondare il movimento del cavallo.

Insomma tre cavalli in pose diverse  e caratteristiche (tutte basate su foto di cavalli reali), con cavalieri dalle uniformi originali, riprodotti nel corretto assetto in uso nelle rispettive epoche.

CAVALLI DI RAZZA 
che trottando e galoppando si sono portati a casa un 
ORO MONDIALE !!!

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sabato 31 dicembre 2011

Un Conte Cisalpino

Chiudo il 2011 mostrandovi l'ultima mia "fatica".
Si tratta del conte Antonio Mulazzani (1774 - 1848) in uniforme da ufficiale della Guardia Nazionale Milanese  della Repubblica Cisalpina.
Il soggetto è la riproduzione del ritratto del conte eseguito dal pittore Filippo Bellati nel 1798 quando Mulazzani arruolatosi nel 1797, era capitano della guardia ed entrò poi a far parte del Dicastero Centrale del Comune di Milano.
L'uniforme del conte è molto interessante e presenta alcune originalità, l'abito verde è chiuso al petto e non aperto come solitamente in uso e alche i risvolti finiscono a punta come quelli dei reggimenti di fanteria leggera e non squadrati come quelli "regolamentari" della guardia nazionale.
Anche il colletto rosso non è diritto ma è qui rivoltato come negli abiti dei generali e degli alti funzionari dell'epoca.
Il largo cinturone dalla grande placca con fascio repubblicano stringe alla vita la fascia rossa come quella che identifica i generali di divisione.
L'arma al fianco è poi una chiara produzione austriaca riutilizzata e altrettanto curiosi sono i nodi ungheresi sui pantaloni.
Si tratta di un'interessante insieme non regolamentare e molto in uso al periodo come pure la riccioluta capigliatura del conte.
Nella realizzazione del pezzo a questa curiosa uniforme ho aggiunto un paio di stivali con ampio risvolto e i lunghi lembi per aiutare la calzabilità, molto in voga all'epoca e che mi sono serviti per dare un po' di movimento al tutto.
Per completare questo elegante personaggio non poteva mancare la presenza di un frustino da cavallo.
La pavimentazione  su cui cammina il conte riprende quella in uso davanti a Palazzo Reale di Milano ed è servita a contestualizzare il pezzo.
Il collezionista interessato può liberamente contattarmi.
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Il conte durante l'Impero ricevette da Napoleone il titolo di barone del Regno Italico, fu Commissario Generale di Polizia  del Dipartimento dell'Agogna (Novara) e Direttore Generale di Polizia a Venezia tra l'autunno del 1813 e la primavera del 1814.
Durante la restaurazione austriaca ricopri importanti incarichi  entrando a far parte come consigliere nel 1816 del Governo Veneto.
Il quadro e le informazioni sul conte sono pubblicati sul catalogo della mostra AA.VV., Napoleone e la Repubblica Italiana  (1802 - 1805), Milano 2002, n. cat. 79.